È un liquido salino costituito da acqua contenente una minima quantità di sali e sostanze proteiche disciolte: riempie lo spazio compreso tra la cornea (superficie oculare trasparente) e il cristallino (la nostra lente naturale). Grazie a una lieve pressione sulla parete interna della cornea ne mantiene la forma, contribuendo a dare volume al nostro bulbo oculare. Nell’umor acqueo si possono rilevare rarissimi elementi del sangue, per lo più linfociti (globuli bianchi) che aumentano considerevolmente durante i processi infiammatori dell’occhio.

Che funzione ha?

L’umor acqueo è uno dei mezzi refrattivi del bulbo oculare pertanto: esplica una funzione ottica, contribuisce a dare pressione all’occhio esplicando, quindi, una funzione statica e ha una funzione nutritiva. Infatti nutre gli elementi che bagna, in particolare il cristallino e la cornea.

Dove viene prodotto?

Dal corpo ciliare – porzione della tonaca media del bulbo oculare –, struttura localizzata dietro l’iride. Il ritmo di produzione e di riassorbimento dell’umor acqueo si compie normalmente in modo tale da determinare una pressione che, in condizioni normali, nell’occhio deve essere compresa tra 10 e 20 millimetri di mercurio (mmHg). Tale pressione, se aumenta, può determinare il glaucoma (una malattia oculare che può provocare danni irreversibili al nervo ottico).

Come circola nel bulbo oculare?

La circolazione dell’umor acqueo parte dalla camera posteriore del bulbo oculare (spazio compreso tra il cristallino e l’iride) fino alla sua camera anteriore (spazio compreso tra la cornea e l’iride), passando attraverso la pupilla. Il riassorbimento dell’umor acqueo avviene mediante il trabecolato, una struttura oculare porosa posta tra la sclera e la cornea, che consente di eliminare il liquido in eccesso. Infine l’umor acqueo dal trabecolato si immette in un canale (detto di Schlemm), dal quale poi fuoriesce (mediante le vene episclerali e ciliari anteriori).

Oculista a Roma Dott. Raffaello Tidore

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