È la sottile membrana che determina il colore dei nostri occhi. La parola “iride” deriva dal Latino “iris”, che significa arcobaleno.

A cosa serve?

L’iride si comporta esattamente come il diaframma di una macchina fotografica; essa, infatti, non ha solo una Iridefunzione estetica, ma ha la specifico compito di dosare la quantità di luce che penetra all’interno del nostro occhio, regolando l’ampiezza della pupilla in base alla luminosità dell’ambiente che ci circonda.

Da cosa dipende il suo colore e la sua forma?

Il colore dell’iride è trasmesso geneticamente. Il suo aspetto, per quel che concerne la superficie anteriore, è irregolare per la presenza di pliche e di “solchi di contrazione”; queste caratteristiche sono dovute alle continue sollecitazioni dovute alla dilatazione o alla contrazione della pupilla; di contro, la faccia posteriore è caratterizzata da una lamina uniforme color marrone scuro.

Com’è fatto?

Il muscolo sfintere dell’iride è piatto e di forma anulare, occupa la porzione centrale delimitando la pupilla; la sua innervazione è regolata dalle fibre parasimpatiche del terzo paio dei nervi cranici, mentre sono simpatiche quelle del muscolo dilatatore. Il circolo arterioso trova origine dalle arterie ciliari posteriori lunghe, mentre il sangue venoso defluisce nelle vene vorticose.

A quali malattie o difetti è soggetta?

  • In caso di uveiti non è raro riscontrare l’iridociclite: si tratta cioè di una infiammazione a carico dell’iride che può determinare delle aderenze con il cristallino contemporaneamente a precipitati corneali. Tutto questo è caratterizzato da una intensa fotofobia, dolore oculare e calo del visus.
  • Il coloboma è un difetto congenito caratterizzato dall’assenza di una porzione di iride. Può anche essere la conseguenza di una procedura chirurgica che prevede l’asportazione di una sezione dal bordo pupillare alla radice dell’iride, creando una pupilla a forma di “buco della serratura”. In generale colobomi ampi possono dar luogo al fenomeno della diplopia monoculare (visione doppia degli oggetti da un occhio solo).
  • L’iride a plateau è un difetto dovuto alla conformazione prominente alla periferia dell’iride che, occludendo il trabecolato, può provocare un glaucoma acuto ad angolo chiuso quando la pupilla è dilatata.
  • L’iride a bandiera è una sindrome dell’iride intraoperatoria che si può manifestare durante la chirurgia della cataratta (mediante una tecnica di frantumazione del cristallino che prevede l’impiego di ultrasuoni ovvero facoemulsificazione); nei pazienti trattati con alfa1- bloccanti (sostanza presente nei farmaci indicati per il trattamento dell’iperplasia prostatica benigna), per i quali è indicata la sospensione della terapia per almeno due giorni prima della terapia. L’iride ondeggia come una bandiera durante la fase di asportazione della cataratta, in particolare quando si effettua con la facoemulsificazione. Inoltre, si può manifestare un progressivo restringimento della pupilla, che rende difficoltoso l’intervento di cataratta e – in alcuni casi – una porzione iridea può uscire dalle incisioni effettuate per l’ingresso dei ferri chirurgici nell’occhio (prolasso irideo).

Quali sono i trattamenti chirurgici e parachirurgici che lo interessano

In condizioni di ipertensione oculare (vedi glaucoma), i trattamenti che vengono eseguiti sull’iride hanno lo scopo di abbassare la pressione facilitando il deflusso dell’umore acqueo.

Le tecniche sono fondamentalmente due:

  1. L’iridectomia: consiste nell’ asportazione, con speciali forbicine, di una porzione iridea a livello della sua radice.
  2. Iridotomia laser, grazie alla quale viene praticato un forellino alla base dell’iride mediante un raggio di luce coerente (ossia il laser).Oculista a Roma Dott. Raffaello Tidore

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