Oculista a Roma Dott. Raffaello Tidore

CHIRURGIA DELLA CATARATTA: È l’unica terapia veramente efficace e quella che, allo stato attuale, dà i risultati migliori contro la cataratta. Negli ultimi venticinque anni ha fatto registrare dei progressi così importanti da divenire l’intervento più eseguito in medicina in tutto il mondo.

CHIRURGIA REFRATTIVA: La chirurgia refrattiva intraoculare consiste nella sostituzione del cristallino naturale o nell’inserimento di una lente intraoculare.

CHIRURGIA DELLO STRABISMO: La chirurgia dello strabismo mira al recupero della funzione visiva unitamente alla scomparsa o alla riduzione di una deviazione che persiste nonostante trattamenti ottici assidui.

INTRAVITREALI: Sono delle iniezioni praticate nel bulbo oculare per trattare diverse malattie della retina: dalla degenerazione della macula all’edema maculare.

TRAPIANTO DI CORNEA: Consiste nella sostituzione di una porzione della superficie oculare davanti all’iride divenuta opaca con un’altra prelevata da un donatore. Salva dalla cecità soprattutto se si è subito un taglio profondo della cornea, se questa è stata colpita da un’infezione o se si sono verificate causticazioni. Per eseguire l’operazione l’occhio deve essere ‘in quiete’: non deve essere più presente l’eventuale infiammazione o infezione.

VITRECTOMIA: Si tratta di una procedura chirurgica che consiste nell’asportazione del corpo vitreo e nella sua sostituzione con un mezzo analogo. Si effettua quando il corpo vitreo è diventato opaco a causa di emorragie, infiammazioni, trazioni retiniche, presenza di membrane o di corpi estranei.

TRABECULECTOMIA: Si tratta di un intervento chirurgico che consiste nel ridurre la pressione introculare praticando un’incisione esterna da cui far defluire l’umor acqueo.

CHIRURGIA DELLE VIE LACRIMALI: Una ostruzione (stenosi) alta nelle vie lacrimali di deflusso, che causa lacrimazione (epifora) può trarre vantaggio dall’intervento di congiuntivo-dacriocistorinostomia. L’intervento, che mira alla riduzione o eliminazione dei fatti infiammatori e della lacrimazione, consiste nella creazione di un nuovo collegamento fra la mucosa del sacco lacrimale e quella del naso dopo aver asportato una laminetta ossea. Viene eseguito in anestesia locale o in generale e comporta una piccola ferita cutanea fra l’angolo interno della rima palpebrale e l’ala del naso. In genere, non obbligatoriamente, viene inserito un tubicino di silicone (intubazione bicanalicolare) che non serve al drenaggio delle lacrime, ma a garantire la pervietà della nuova via nei primi periodi (1 – 3 mesi).

CHIRURGIA PALPEBRALEBlefaroplastica delle palpebre superiori.

 

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