Cataratta: falsi miti e vere certezze. Per comprendere meglio come funziona il nostro occhio, cercheremo di immaginarlo costituito come una macchina fotografica con le sue lenti davanti e il ccd (un circuito integrato) una volta la pellicola del rullino, nella parte posteriore. Un sofisticato apparecchio che ci consente di elaborare i contenuti del mondo circostante per proiettarli al nostro cervello che li interpreta, così da comprenderli elaborarli , emozionarci e quant’altro ci dona la vostra vista, probabilmente il senso più complesso è nobile che tutti gli esseri viventi possiedono.

Con il termine cataratta, oggi ci riferiamo a tutte quelle modifiche strutturali che avvengono a carico della lente chiamata Cristallino.

Mi piace sottolineare il termine oggi, poiché nell’immaginario di tutti noi adulti, il termine cataratta è sempre stato correlato con fenomeni che appartengono alla età senile, i nonni, i genitori anziani, la terza età in generale.

Diagnosi di cataratta

La Diagnosi di cataratta può essere posta solo dal medico specialista oculista e la sua risoluzione è esclusivamente chirurgica. L’intervento di catarattaè l’intervento più effettuato al mondo, pensate che nel 2015 sono state operate più di 20 milioni di persone.Il numero sempre crescente della popolazione anziana da una parte, le nuove esigenze visive della popolazione di età avanzata che lavorava e produce, faranno aumentare questo numero sempre di più. Mi sento di poter affermare che non esiste più un età definita per l’insorgere di una cataratta, da qui la necessità di chiarire come comportarsi dal momento che viene diagnosticata.

Cataratta: falsi miti e vere certezze

Il miracolo della cataratta: ci vedo meglio da vicino

La progressiva opacizzazione del cristallino e la sue modifiche strutturali creano la difficoltà di messa a fuoco, la necessità di dover cambiare occhiali, a volta si vede meglio senza questi, la continua ricerca di una visione nitida che non c’è più, spesso porta le persone prima al negozio di ottica e poi dall’oculista. Sicuramente qualcuno di noi ricorderà un anziano parente che leggeva da vicino senza occhiali ed era anche soddisfatto di questa nuova comoda condizione . La cataratta in età evoluta può generare quello che gli anglosassoni chiamano “Lens Paradox”, si diventa miopi e questa ” nuova miopia “consente una visione discreta nella lettura, penalizzando drammaticamente la visione da lontano. Ripensando al nonno ultra ottantenne, la cui vita si svolgeva in ambienti casalinghi , magari davanti ad un buon libro, possiamo capire facilmente la bellezza nel riscoprirsi forte nella visione da vicino. Ma i nonni del 21 secolo inoltrato, guidano la macchina, vanno a prendere a scuola i nipoti, digitano su smartphone e computer con disinvoltura. Da qui le nuove esigenze visive e la voglia di una visione distinta a tutte le distanze.

Ecco che l’età della CATARATTA, non ha più valenza nella diagnosi. I disturbi della visione affliggono allo stesso modo il paziente di qualsiasi età. È diventata routine per noi oculisti diagnosticare la CATARATTA nel giovane quarantenne così come nel novantenne. Propongo l’intervento di catarattaa tutti quei pazienti che percepiscono una limitazione ingravescente nello svolgimento delle loro attività quotidiane. La necessità di sottoporsi ad intervento va sempre valutata caso per caso, ed è mia abitudine assicurarmi che i pazienti abbiamo compreso le motivazioni delle scelte che prenderemo insieme. È ormai desueto pensare alla catarattacome un entità che scende non si sa bene da dove o come un frutto che deve giungere a maturazione per essere colto.

Cataratta e le opzioni chrurgiche

Oggi abbiamo la possibilità di scegliere che tipo di visione prediligere in base alle nostre esigenze di vita. La rimozione della cataratta consiste nell’estrarre il cristallino opaco e ormai sclerotico, per sostituirlo con una lente intraoculare definitiva. Lente la cui scelta accurata spetta al paziente in accordo con lo specialista che saprà consigliarlo al meglio. I pazienti più esigenti potranno scegliere di avere una buona visione da lontano e da vicino, in questo caso impianteremo dove possibile una lente multifocale, che funziona proprio come le lenti degli occhiali che alcuni di loro portavano prima dell’Intervento.

Diversamente si potrà scegliere per una visione ottimale da lontano e indossare occhiali da vicino solo per la lettura, o ancora se si portavano occhiali da miope, restare nella medesima condizione per consentire di leggere da vicino senza correzione. Quest’ultima una scelta appropriata per tutte quelle persone miopi che hanno portato occhiali tutta la vita e preferiscono continuare a metterli, per non modificare le loro abitudini a cui sono affezionati.

Sarà l’oculista a guidare il paziente in questa nuova scelta attraverso le tante opzioni. L’Oculista esperto con l’esperienza di migliaia interventi eseguiti e la pratica clinica appresa negli anni è in grado di garantirvi un risultato eccellente in piena sicurezza.

Cataratta: falsi miti e vere certezze