COSA SONO E QUALI VANTAGGI COMPORTANO

L’occhio umano è in grado di mettere a fuoco oggetti posti a diversa distanza grazie ad un complesso processo definito accomodazione, fisiologica funzione dell’ uomo, la quale si attiva in presenza di stimoli quali, visione sfocata (sfocamento), visione di oggetti posti nel vicino (convergenza orizzontale) e l’allontanamento o avvicinamento improvviso di oggetti (stimoli prossimali). Una volta percepiti, questi stimoli, innescheranno una serie di processi neuro-oftalmici attraverso i quali si realizzerà una contrazione dei muscoli intrinseci dell’ occhio (muscolo ciliare), con conseguente aumento di curvatura del cristallino e relativo aumento della capacità di vergenza dello stesso (potere diottrico). Tutto ciò si traduce nella messa a fuoco, e quindi nella visione nitida, di oggetti posti sia nel lontano / intermedio (accomodazione distale) quanto a distanza ravvicinata (accomodazione prossimale). Alla luce di ciò appare chiaro come ogni oggetto, posto a diverse distanze perché venga visto nitidamente necessita di accomodazione, cosa che rende merito di un concetto fondamentale secondo il quale l’occhio umano è sempre in accomodazione. Le due principali grandezze che esprimono la capacità accomodativa dell’occhio sono “l’ampiezza accomodativa” che rappresenta l’inverso della distanza minima, espresso in diottrie, a cui un oggetto viene visto nitidamente, il così detto punto prossimo di visione nitida; e la “profondità di campo” che rappresenta la massima distanza, espressa in metri, in cui più oggetti vengono ancora visti come definiti. Queste due grandezze si modificano nel corso della vita, essendo massime in giovane età e riducendosi progressivamente fino alla comparsa della presbiopie che, a causa delle modifiche fisiologiche del cristallino e del muscolo ciliare, determina un consistente aumento della distanza del punto prossimo di visione nitida, con conseguente evidente riduzione della ampiezza accomodativa e della profondità di campo.

LENTE MONOFOCALE EVOLUTA DA LONTANO

Nel caso del giovane adulto che si approssima alla presbiopia, quindi, una lente monofocale da lontano sebbene permetta la messa a fuoco degli oggetti posti ad una considerevole distanza, non consentirà la messa a fuoco degli oggetti posti nell’intermedio quanto nel vicino, costringendo all’uso di un secondo paio di lenti quando lavora al videoterminale. in questi casi il problema viene risolto mediante l’utilizzo di una lente da vista evoluta per lontano, indicata per tutti i giovani, e giovani adulti che si approssimano alla presbiopia, che facciano uso del PC o degli apparecchi digital.

Si tratta di una lente progressiva con tecnologia free form, costruita in modo tale che dalla zona superiore, deputata alla visione per lontano, si realizza una variazione del raggio di curvatura, responsabile di un progressivo aumento del potere diottrico, compreso tra +0.53 e +0.88 diottrie, man mano che si scende verso la zona inferiore della lente stessa, con conseguente miglioramento della ampiezza accomodativa e favorevole supporto alla profondità di campo.

LENTE DA VISTA EVOLUTA DA VICINO

Nel caso invece di un soggetto adulto presbite, durante il lavoro al videoterminale non solo non riuscirà a mettere a fuoco gli oggetti posti a breve distanza, quali la tastiera e i fogli di lavoro, ma focalizzerà male anche gli oggetti posti a media distanza quali il monitor del PC. Tutto ciò si traduce in uno sforzo continuo da parte dei muscolo ciliare con conseguente senso di pesantezza e fatica oculare. In questi casi i classici occhiali da lettura non costituiscono una soluzione ideale in quanto la loro geometria permette sì un avvicinamento del punto prossimo di visione nitida, garantendo la messa a fuoco degli oggetti vicini, ma non ha alcuna influenza sulla profondità di campo rendendo impossibile la messa a fuoco degli oggetti posti nell’intermedio. E’ quindi opportuno l’uso di una lente da vista evoluta da vicino la quale costituisce un ottimo supporto nella visione quando si lavora spesso al computer o con oggetti posti a breve o media distanza ed è particolarmente adatta per i presbiti. Si tratta di una lente progressiva con tecnologia free form costruito “al contrario”, in modo tale, cioè, che dalla zona inferiore, deputata alla visione per vicino, si realizza una variazione del raggio di curvatura, la così detta digressione, responsabile di una progressiva riduzione del potere diottrico man mano che si sa!e verso la zona superiore della lente stessa compreso tra -0.75 e -1.50 diottrie, con conseguente aumento della ampiezza accomodativa e della profondità di campo. Il risultato finale è un aumento dello spazio di visione nitida e una più agevole visione nello spazio ravvicinata e intermedio, cosa che si verifica ogni qual volta si sposta lo sguardo dal piano di lettura verso l’alto.

 

Lenti da vista che schermano le radiazioni dei videoterminali

 

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Oggi, chiunque è in possesso di dispositivi che emettono luce artificiale, ci riferiamo a schermi TV , monitor per PC e altri dispositivi mobili. Tutti questi dispositivi attualmente utilizzano la tecnologia a LCD con retro-illuminazione LED.
Bene, non tutti sanno che i LED, oltre ad essere ottimi dal punto di vista del basso consumo energetico e del contrasto, purtroppo generano molta di quella che in gergo viene chiamata “Luce Blu”, per amplificare la luminosità.

La Luce blu è compresa nella gamma dei raggi visibili ad alta frequenza tra 380nm a 530nm, ed è tenuta da molti esperti come causa certa di problemi visivi gravi, fino alla degenerazione maculare.
Ecco un prodotto, Lutina di Tokai, che potrebbe risolvere il problema di coloro che stanno ore ed ore davanti agli schermi pericolosi.
Questa nuova lente è costituita da un materiale ad alto indice di rifrazione che assorbe la luce blu. In questo caso non si parla più di antiriflesso che respinge la luce blu riflettendola, ma di assorbimento nel materiale stesso.
Nel corpo umano, la Luteina è concentrata nella macula, l’area centrale della retina; in dettaglio, all’interno della macula la maggiore concentrazione di luteina si trova nel centro (fovea) in quantità 10.000 volte superiore rispetto al valore plasmatico. Oltre che nella retina, la Luteina è presente, seppure in minore quantità, anche nel cristallino.
All’interno dell’occhio la Luteina svolge due fondamentali attività. Da un lato, la Luteina è considerata come una sorta di “occhiale da sole naturale” per la protezione della funzione visiva. Essa è infatti in grado di assorbire alcune radiazioni luminose, oltre alla luce blu, che risultano particolarmente dannose per l’occhio. Il suo potere antiossidante serve a neutralizzare l’effetto dei radicali liberi che si formano, anche a causa delle eccessive radiazioni luminose.
La fisiologica presenza di questo pigmento nell’occhio contribuisce pertanto a proteggere le delicate strutture dell’occhio e a conservare la funzione visiva ottimale.
L’utilizzo di entrambi le tipologie di lente si traduce in un maggior rilassamento oculare che evita l’insorgenza dl quei caratteristici fastidi, quali bruciore, rossore, cefalee e disturbi visivi che insorgono durante l’attività lavorativo al videoterminale.

 

Oculista a Roma Dott. Raffaello Tidore

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Cosa sono le lenti da vista evolute?